Il futuro secondo i giganti del superwide format


Da Italia Publishers n 5/2017

Dalla serigrafia alla stampa digitale, fin dalla sua nascita nei lontani anni ‘60, Immagine si è ormai affermata nell’immaginario  nazionale  come uno  di  quei  player  capaci  di  scrivere  pagine  gloriose  nell’ambito dell’affissione  pubblicitaria.  E  soprattutto  uno  dei pochissimi che ancora possono raccontarlo. Per   gli operatori del superwide format l’ultimo decennio ha imposto un’evoluzione tecnologica vorticosa. Il cambio inesorabile dei modelli di business è stato imposto dal crollo generalizzato dei volumi nella pubblicità esterna e dalle mutate esigenze tecniche e qualitative dei brand owner. Un cambiamento che

Gianni e Pablo Marini, figli d’arte guidati da una genuina passione per la stampa, hanno abbracciato. Interpretato con la propria personale ricetta di tradizione e innovazione. non hanno smesso di investire in un parco macchine sempre all’avanguardia.

La vocazione al miglioramento porta alla differenziazione

 

Questo ha permesso alla società piemontese di continuare ad offrire il top in termini qualitativi e di capacità produttiva efficientando i processi e continuando ad ampliare il range di prodotti. Se già infatti l’azienda stampava materiali rigidi per la cartellonistica, solo nell’ultimo anno è nata l’idea di garantire ai propri prestigiosi clienti progetti di comunicazione e allestimento  chiavi  in  mano. Dal  megaformato  all’espositore  multimaterico, dall’allestimento in tessuto fino al complemento d’arredo in cartone alveolare. L’implementazione del nuovo workflow produttivo è basato su una iper-produttiva EFI VUTEk LX3 Pro e sul cutter ad alte prestazioni Esko Kongsberg C64 da 3,2 metri x 3,2 metri. E grazie alla partnership con B+B ed Esko, Immagine si prepara a integrare i più evoluti strumenti di design, di workflow management e di gestione avanzata dei propri processi produttivi, vecchi e nuovi.

Dal Superwide format UV e Latex fino al rigido, oggi il flusso è automatizzato “from design to delivery”

 

nuova Kongsberg C64 da 3,2 metri

L’automazione nel printing non è sempre sinonimo di hardware, ma più spesso di ottimizzazione dei processi, riduzione dei livelli di interazione tra operatore e commessa, riduzione degli errori e degli scarti, pianificazione del lavoro e semplificazione delle attività di preventivazione e consuntivazione. Un’esigenza già sentita e “verbalizzata” da buona parte delle aziende cartotecniche italiane. Queste condividono un elevato grado di complessità delle lavorazioni e varietà dei materiali sentite anche nel mondo del roll-to-roll. Più aumentano i formati, più crescono i volumi e più i tempi di delivery e la qualità del rapporto diventano stringenti, tanto più automatizzare diventa la parola chiave. Grazie al gestionale proprietario Packway, perfettamente integrato con le potenti suite di casa Esko – Automation Engine e ArtiosCAD – il team di B+B è impegnato in un confronto assiduo con aziende come Immagine per migliorare i loro processi.


intervista a Gianni Marini

Co-titolare di Immagine srl

 

 

 

 

“Grazie alle nuove potenzialità produttive, stiamo anche vedendo un’evoluzione nel dialogo con i nostri clienti abituali”

Dopo 50 anni tra serigrafia e pubblicità aprite a nuovi mercati. E’ più una sconfitta o un’opportunità?

Siamo nati e cresciuti con la pub- blicità, è vero. Ma un rapporto consolidato con i brand e con le loro esigenze ci conferma che ab- biamo un potenziale enorme. Per questo stiamo diversificando.

 

All’atto pratico di quali prodotti e  applicazioni parliamo?

Fino a ieri non eravamo in gra- do  di  gestire  internamente tutte le lavorazioni di sagomatu- ra e fresatura. Un handicap nella costruzione di progetti di alle- stimento complessi in negozi e centri commerciali, di cui prima gestivamo solo la stampa. Oggi, con l’ingresso di Kongsberg C64, possiamo fare in casa ogni tipo di lavorazione, comprese quelle su cartone e affini.

 

Siete già proiettati verso un futuro cartotecnico?

No, e anzi la scelta di Kongsberg C64 si è rivelata strategica e  illuminante per Immagine. La tecnologia Esko si è rivelata la più precisa e performante nelle lavorazioni su cartone, honeycomb, metacrilati e altri materiali rigidi complessi. Ma tra i motivi che ci hanno spinto a sceglierla ci sono proprio il formato extra large, la presenza del conveyor belt e la possibilità di tagliare con grande velocità e precisione anche banner, reti mesh e tessuti. La nostra mentalità è quella dei grandi numeri e oggi, con cinque macchine roll-to-roll industriali, i volumi sono tutti sul flessibile.

 

Come si evolverà il modello di business di Immagine?

Aver completato il ciclo produttivo e introdotto nuove lavorazioni imporrà una revisione del modello commerciale. Stiamo già dialogando con allestitori e aziende potenzialmente complementari, che magari hanno le commesse ma non le attrezzature. In parallelo, stiamo anche vedendo un’evoluzione nel dialogo con i nostri clienti abituali, che già ci coinvolgono in progetti più complessi. Infine c’è il grande bacino di chi, vedendoci più legati all’affissione, non ci considerava un potenziale fornitore.

 

Quali ulteriori evoluzioni deriveranno da questi ultimi  investimenti?

E’ presto per dirlo, ma la nuova VUTEk con curing LED sta già dando enormi vantaggi in consumi elettrici e stabilità dimensionale dei materiali. Di contro aver conosciuto una realtà come B+B ci ha permesso non solo di introdurre una tecnologia di taglio straordinaria, ma ci ha aperto gli occhi su innumerevoli opportunità e strumenti che sottostimavamo. Stiamo valutando ad esempio l’introduzione di software di automazione e nuove soluzioni gestionali che potranno darci un ulteriore vantaggio com- petitivo. Così come strumenti di design parametrico per sviluppare e mostrare ai brand owner proget- ti di stampa e taglio complessi.